di Raffaella Misiti e Simone Moscato

In un'epoca in cui “un click vale più di un applauso”, e in cui il valore dell'immagine tende a sostituire il valore del contenuto, la didattica del canto moderno deve tradursi nel contesto storico e sociale, adeguandosi ai nuovi linguaggi del mondo artistico. Perché un individuo ha la necessità oggi di studiare canto? Perché vuole raggiungere prima di tutto un risultato: che sia artistico come nel caso di un musicista che cerchi una via d'espressione al proprio sentire, o che sia semplicemente espressione di un'estetica, per esigenza personale o per richiesta professionale, sia per le opportunità “one shot” dei talent o dei provini che per gli impegni a lungo termine di un tour. Proprio per comprendere bene cosa voglia dire rispondere a tali richieste, è necessario porre l'attenzione su quello che definiremmo come lo spartiacque pre e post tecnologico; considerando storicamente la nascita e l'evoluzione degli strumenti di comunicazione di massa, dei supporti tecnici nella produzione e
nell'esecuzione musicale e della strumentazione medica per l'osservazione della fenomenologia vocale. Prima dell'avvento della tecnologia, fermo restando che il numero delle persone che si avvicinavano allo studio del canto era molto esiguo, cantare voleva dire rifarsi alla tradizione orale del canto popolare, senza una precisa didattica vocale fuorché l'imitazione e l'esperienza diretta sul campo, oppure rispondere ai canoni tecnici dettati dall'estetica del periodo. Il cantante doveva rispondere sia all'esigenza di adeguamento stilistico, che a quella di “arrivare” in termini di proiezione sonora allo spettatore in situazioni diverse per acustica del luogo e accompagnamento musicale, senza chiaramente l'ausilio del microfono. I riferimenti, i modelli a cui guardare erano legati al passa parola e all'ascolto diretto, le conoscenze del proprio strumento erano limitate alla propriocezione personale su sé stessi e a quella acustica sugli altri. Dopo l'avvento della tecnologia, cantare è divenuto dare voce ad un sentire che non è più confinato nella ristrettezza della propria cultura musicale, ma è inserito in una mescolanza sempre più varia di input. Il cantante si trova a gestire la propria voce attraverso il filtro dell'amplificazione, modificandone la percezione e la gestione, riuscendo però a rispondere all'esigenza della proiezione acustica con molta meno fatica. L'evoluzione dei mezzi di comunicazione di massa, prima attraverso la radio e la televisione e poi attraverso internet, ha creato sempre più riferimenti ed input, e la conoscenza della voce è passata dal solo sentire personale, della vibrazione o del suono, ad una conoscenza approfondita delle dinamiche fisiologiche e fisico-acustiche che sottendono al canto. Tenendo presente quindi cosa era e cosa è il canto, l'estetica vocale, la tecnica, le conoscenze e le aspirazioni artistiche del prima e del poi, dobbiamo essere in grado di rispondere a tante sensibilità diverse, riferite ancora oggi a tante epoche e culture, coscienti però che l'individuo moderno è comunque lo stesso, formato allo stesso modo da una contemporaneità che ne ha plasmato la sensibilità e la capacità.
Prima dell'era tecnologica cantare voleva dire fare riferimento ad un preciso stile, in un determinato contesto, omologo a se stesso; la didattica quindi rispondeva unicamente a quella determinata esigenza. Il cantante oggi invece fa riferimento a diversi stili, con diverse esigenze espressive legate a contesti culturali ed epoche differenti, a modelli artistici eterogenei e spesso legati a necessità tecniche di tipo atletico e di immediata fruizione. Ma sia l'individuo che oggi ricerchi una vocalità più classica, sia quello legato a sonorità moderne e contemporanee, sono entrambi lo stesso tipo di persona, inseriti cioè nel medesimo contesto culturale. Inoltre, spesso capita che lo stesso cantante debba per esigenze artistiche fronteggiare al contempo sonorità classiche e sonorità moderne, e che il didatta moderno si trovi davanti la necessità di guidare l'allievo a gestire questa esigenza (vedi il caso del Musical Theatre). Il contesto culturale moderno quindi, in che modo influenza l'individuo nel suo rapporto con la musica e nella sua capacità di apprendere? Che tipo di allievo oggi intraprende un percorso formativo? Quali sono gli strumenti a disposizione del didatta per affrontare tali esigenze?